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Passione

Cosa vuol dire “passione” per te?

- andare contro un intero tavolo, durante un meeting, perche’ ami cio’ che vuoi dire

- essere fiero del tuo lavoro, non importa se ci sia un ritorno immediato

- esserci veramente in quello che si fai, con la tua unicità

- diventare n. 1 del mercato italiano

- avere cura dei dettagli

- vincere un trofeo aziendale

- nessuna di queste cose

Pensa a un piccolo fatto concreto, un episodio che hai vissuto in prima persona, in cui ti è sembrato di “toccare con mano” la passione nel tuo lavoro.

3 Commenti »

  pirrone wrote @

Passione e’ andare contro un intero tavolo, durante un meeting, perche’ si ama cio’ che si afferma.
Ovviamente si possono prendere cantonate pazzesche, ma e’ solo la passione che ci espone a questo rischio. La saccenza difficilmente fa diventare degli eroi!!
-m-

  Gio wrote @

Due lavori fa: la mia collega Laura (lavoravo in una scuola di teatro), allestisce uno spazio per un seminario che avrebbe condotto lei sul tema della sensorialità. Per una settimana rimane a casa, lavorando di suo pugno alla costruzione di uno spazio polisensoriale. Alla fine il seminario non parte, per mancanza di allievi, implicando, con ciò, una perdita di tempo e una perdita di soldi. Ma lei sembrava lo stesso contenta di aver fatto quello che aveva fatto. La passione implica lavorare senza aspettarsi un ritorno immediato? La passione acceca? La passione sul lavoro è necessariamente buona?

  presenzeweb wrote @

“Passione” può voler dire “esserci con la propria unicità”
“Credo di avere uno spiccato talento nel creare relazioni empatiche con i clienti e con gli stakeholders esterni. Anche con quelli che, in azienda, hanno una “cattiva reputazione”. Su un cliente, per esempio, pesava un gravissimo preconcetto e pettegolezzo: cioè che portasse sfiga. Mi sono battuta per decostruire questa calunnia – non per moralismo ma perché sentivo così dentro di me – con dei semplici comportamenti di accoglienza. La cosa ha generato una lenta ma incisiva sospensione di quel pregiudizio. Se avessi rinunciato alla unicità di quella mia chiamata interiore, e mi fossi uniformata al pregiudizio collettivo, la mia passione al lavoro sarebbe stata certamente spenta, mortificata…”.
-benedetta-


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