Il dilemma (etico, come tutti i veri dilemmi) è il seguente:
Quanto è lecito prendere, avendo la possibilità di prendere?
Da bravo/a dirigente, si gode di una serie di privilegi che dovrebbero essere commisurati al carico di responsabilità gestito: più si governano processi delicati e maggiori, in teoria, sono i bonus. L’altra faccia della medaglia è la possibilità di cadere in un tempo decisamente più ridotto rispetto alla gavetta sostenuta per arrivare in cima.
Dunque ecco: ristorante di buon livello, carta dei vini, vasta scelta che va da un onesto rosso della casa a un costoso bianco d’Oltralpe.
La missione prevede che sia l’azienda a pagare: siamo quindi davanti a un caso in cui si ha la possibilità di prendere.
Qual è il metro di misura perchè il desiderio di (ben)essere a spese della compagnia sia lecito?
Vino della casa, bianco d’Oltralpe, acqua liscia?
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persone pensieri organizzazioniIl dilemma del vino della casa
3 Commenti »
Io ho sempre scelto acqua, ma ho visto scegliere cose che voi umani…
[...] Il dilemma del vino della casa funziona anche a destra? Dato che possono prendere, si dà il caso che si pongano il problema di [...]
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dipende!
ogni posto ha le sue usanze, anche ogni azienda… scusa a te è successo di dover scegliere tra bianco della casa e vino costoso? cosa hai scelto?