il weblog di presenze
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14 aprile 2008. Mi hai visto triste, e mi hai detto “Domani è un’altro giorno!”
Cara… mi dirai la stessa cosa per i prossimi cinque anni?
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Riassunto delle puntate precedenti, alla luce dei fatti nudi e crudi:
a) Gli italiani sono filosofi: chiamati a decidere se essere se stessi o provare a essere migliori, hanno scelto di essere se stessi. Questo è un insegnamento, ma noi intellettuali tendiamo a non imparare
b) Eugenio Scalfari aveva torto
c) Sillogismo. Essere di sinistra significa essere malfidato nei confronti del mio vicino di casa. Il mio vicino di casa mi conferma che faccio bene a non fidarmi di lui. Dunque… sono ragionevolmente presuntuoso, e presuntuosamente in minoranza
d) Il dilemma del vino della casa funziona anche a destra? Dato che possono prendere, si dà il caso che si pongano il problema di quanto sia lecito prendere?
Intenzioni di voto: credi nell’intelligenza delle persone?
Eugenio Scalfari ci crede.
Io rimango indeciso.
Il dilemma del vino della casa
Il dilemma (etico, come tutti i veri dilemmi) è il seguente:
Quanto è lecito prendere, avendo la possibilità di prendere?
Da bravo/a dirigente, si gode di una serie di privilegi che dovrebbero essere commisurati al carico di responsabilità gestito: più si governano processi delicati e maggiori, in teoria, sono i bonus. L’altra faccia della medaglia è la possibilità di cadere in un tempo decisamente più ridotto rispetto alla gavetta sostenuta per arrivare in cima.
Dunque ecco: ristorante di buon livello, carta dei vini, vasta scelta che va da un onesto rosso della casa a un costoso bianco d’Oltralpe.
La missione prevede che sia l’azienda a pagare: siamo quindi davanti a un caso in cui si ha la possibilità di prendere.
Qual è il metro di misura perchè il desiderio di (ben)essere a spese della compagnia sia lecito?
Vino della casa, bianco d’Oltralpe, acqua liscia?
Fenomenologia elettorale

Il nano dice una cavolata impresentabile. Tu ti guardi attorno, circospetto: “No, ha detto una cavolata? Era una cavolata?… No, nel senso che… l’avrei detto anch’io…”. Incontri lo sguardo di altri come te, altri che stanno pensando la stessa cosa. E capisci. E ti senti sollevato. “Ah, non era una cavolata… Per fortuna che c’è il nano che ha un po’ di senso dell’ironia, io lo voto di sicuro!!”
Domande:
1) Il nano dice le cose che il 51% di noi direbbe se non avessimo paura di sentirci giudicati?
2) Essere di sinistra significa avere questi cattivi pensieri nei confronti del vicino di casa?
P.S. Eugenio Scalfari pensa che sia il 49%.
Precarietà
Un diamante è per sempre. Come la mettiamo con il lavoro?

Meeting inutili
Sono rimasta fino alle 21 in azienda, chiusa in quella stanza piena di legni lucidi e di carrelli con i panini ma, dannazione, nessuna novità all’orizzonte!
Volevo tornarmene a casa dalla mia famiglia e invece ero lì a parlare di benchmarking e di acquisizioni, a fare finta che veramente decida il nostro board… ecco, non so più come si dice board in italiano.
Mi sto chiedendo a cosa sono serviti tanti giorni di preparazione…
Certo, a fare il meeting… la RIUNIONE, insomma.
Ma io
Si sa. Certi capi sono come i vampiri: hanno paura della luce.
Mi sono illuminata e il vampiro se l’è presa.
Non so quale sarà il mio futuro, ma io mi sento meglio.
La cosa
“che cosa dovrebbe essere riconosciuto?”
“la propria stessa presenza”.
